Caciocavallo, il cacio “con la testa”

La sua forma “strozzata” ricorda quella di un cavalluccio ed è dovuta alla corda con la quale viene legato. Da questa sembra derivare anche il suo nome: Caciocavallo, ovvero formaggio appeso a cavallo di un bastone orizzontale dove è lasciato a stagionare. Il più noto è il caciocavallo “Silano”, della zona di Matera in particolare; ma prodotto tipico anche di Abruzzo, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia.

Ci sono altre teorie interessanti sull’origine del nome “caciocavallo”. Potrebbe essere lo stampo a forma di cavallo delle gabelle (tasse sugli scambi) messo sul formaggio nel Regno di Napoli, o legato al trasporto in coppia sulla groppa del cavallo dei contadini.

Il caciocavallo è diffuso in tutte le regioni che una volta formavano il Regno delle Due Sicilie e per la sua forma spesso fra la gente diventava un intercalare (ti faccio fare “la fine del caciocavallo”). A volte può essere di un colore vicino al rosa. Questo dipende dall’alimentazione delle mucche che soprattutto in primavera possono mangiare fragoline di bosco.

IFC_Basilicata_Caciocavallo

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