Gattuso: in Calabria sapori di carne e pesce

Papà Franco, calciatore di serie D, gli ha trasmesso la passione per il calcio. Il piccolo Gennaro Gattuso ha appena dodici anni quando il Bologna lo prova, ma qualcosa non funziona e la grande occasione la offre il Perugia: “A casa mia si è sempre respirata aria di calcio. Mio papà è stato un giocatore dilettante, quando infilavo la testa nel suo borsone sentivo il buon odore dell’olio canforato. Ho sempre desiderato fare carriera nel mondo del calcio e devo ringraziare il destino per avere messo Sabatini sulla mia strada. Lui mi ha scelto e mi ha permesso di giocare nel Perugia”.

IFC_Foto_Gattuso

Quando sei partito per trasferirti in Umbria la mamma ti ha riempito una borsa con prodotti della tua Calabria?
“No, anzi non voleva che me ne andassi. Feci un macello. Gli diedi tanti di quei “calci negli stinchi” – dice con un sorriso – non voleva che se ne andasse l’unico figlio maschio. Ho sempre detto che giocare al pallone era il mio sogno ed ho fatto la mia scelta”.

La cucina a Perugia?
“Ho fatto fatica con il pane perchè era senza sale, in compenso carne e salumi erano molto buoni”.

Gattuso è nato a Schiavonea, una frazione di Corigliano, paese di pescatori in provincia di Cosenza. I sapori di casa tua sono legati al mare?
“Si ma se devo parlare dei miei ricordi a tavola penso alle domeniche in cui tutti quanti insieme mangiavamo le polpette e la pasta con il ragù, i maccheroni fatti a mano dalla nonna o dalla mamma. Facevamo in fretta e furia perchè dovevamo correre a vedere la squadra del paese che giocava in Interregionale. Quante frittate di pasta ho mangiato. Per non buttare niente di quello che avanzava. Riciclavamo tutto, ma credimi erano quelli i piatti più buoni”.

Leggi anche:  Maccheroni “ai ferri”, ovvero “Fileja”

ifc_Fileja_anduja

Lascia il tuo commento