Gilardino: si vince con sacrificio e lavoro duro

Gioca con la squadra del suo paese, la Cossatese, passa poi alla Biellese e matura nella Primavera del Piacenza. A 17 anni il tecnico Gigi Simoni fa esordire Alberto Gilardino in A. Con la Nazionale Under 21 vince l’Europeo nel 2004 e due anni più tardi con gli azzurri di Lippi trionfa nel Mondiale Tedesco. Un traguardo raggiunto partendo da molto lontano: “La mia è stata una carriera ricca di soddisfazioni e allo stesso tempo di sacrificio e lavoro duro per ottenere quello che ho avuto”.

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Il sabato la partita con le varie squadre giovanili, la domenica a casa con la famiglia: “E i pranzi preparati da mia madre e soprattutto mia nonna – ricorda Gilardino un’ottima cuoca, umbra, la sua pasta “fatta in casa” era eccezionale. Ogni due mesi me la preparava con i carciofi”.

Di origini piemontesi, il piatto della tua terra più rappresentativo?
“I genitori mi hanno abituato a mangiare di tutto. Se devo pensare a un piatto piemontese mi viene in mente la “bagna cauda” o il fritto “alla piemontese”. Si tratta di piatti molto pesanti e li potevi mangiare una volta ogni tanto. Soprattutto in occasione delle ricorrenze”.

Anche perchè dovevi correre due giorni poi per smaltire tutto: “Esatto!”

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