Incocciati e gli gnocchetti

Beppe Incocciati è uno dei punti di forza del Milan che negli anni Ottanta conquista la promozione negli unici due campionati della storia che i rossoneri hanno giocato in B (1980-81 e 1982-83). Da bambino lascia casa e Fiuggi per trasferirsi al nord e fa nuove scoperte: “La cucina milanese per me è stata un sorpresa in positivo. Quando sono arrivato in Lombardia non andavo molto d’accordo con il riso. Poi ho raggiunto Milanello dove c’era Vittorio, cuoco storico e straordinario che purtroppo non c’è più. Grazie a lui ho apprezzato il piatto più essenziale per un calciatore, il risotto appunto, alla “Milanese” (cipolla, midollo, formaggio e zafferano) o ai quattro formaggi (fontina, gorgonzola, asiago, toma ed un spolverata di parmigiano grattuggiato). Il mio preferito è alla “Parmigiana” (con burro, cipolla, vino bianco e formaggio)”.

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Nella tua terra d’origine la cucina la fa da padrone, quale in gusto che ti riporta a casa?
“Se pensi a Fiuggi è automatico l’accostamento con l’acqua oligominerale, famosa per le sue proprietà diuretiche. Noi siamo specialisti della pasta fatta in casa, come del resto in tutte le regioni d’Italia ed è per questo che non dobbiamo dimenticarci di appartenere ad un territorio meraviglioso sotto ogni punto di vista. A me piacciono le cose semplici, e il mio piatto romano sono gli gnocchetti (pasta fatta in casa con acqua e farina) e sugo di tonno. Quando Incocciati tornerà a trovarci parleremo del suo periodo napoletano, quello d’oro di Maradona.

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