Zoff: in Italia il cibo è tradizione

A Mariano del Friuli dove è nato ed è cresciuto il piccolo Dino non vedeva l’ora di finire i compiti, chiudere i libri e ritrovarsi con gli amici: “Da ragazzino ho avuto la possibilità di giocare a volontà perchè a quei tempi ci si poteva ritrovare ovunque ci fosse un po’ di spazio per rincorrere un pallone. C’erano un sacco di prati e facevamo partite interminabili non solo di calcio”.

Poi la sera tornava a casa e la mamma preparava la cena: quale il piatto friulano di cui Zoff è più ghiotto?
“Arrivavo a casa molto tardi, tutto sudato e non avevo voglia di cenare. Dopo ore ed ore passate a correre avevo più sete che fame. Ho vissuto a minestrone, pasta e fagioli, polenta. Sono i piatti della mia gioventù e che mi piacciono ancora oggi”.

Una carriera ricca di soddisfazioni quella del portiere Zoff. E’ arrivato a vincere il mondiale spagnolo dopo avere giocato a Mantova, Napoli e Torino: “In tutte e tre quelle tre città ho avuto modo di apprezzare la cucina locale. Non ce ne è una che preferisco perchè in Italia si mangia bene un po’ ovunque”.
Esattamente come accaduto da giocatore, l’allenatore Dino Zoff è arrivato in Nazionale ed ha avuto modo di verificare come l’Italia sia importante per i nostri connazionali all’estero?
“Ho sempre avuto presente l’importanza di rappresentare l’Italia. Ho cercato di avere comportamenti consoni con la grande responsabilità di indossare la maglia azzurra. Il calcio rappresenta un forte legame con la propria terra per gli italiani all’estero ed anche il cibo è espressione di una grande tradizione. Forse gli italiani fuori dal confine sono più italiani di noi che stiamo in Italia”.

Quale è il piatto che più rappresenta l’Italia nel mondo?
Senza dubbio la pasta. E’ l’emblema dell’Italia. A me piace con il ragù di carne”.

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