La pizza, patrimonio di Napoli e dell’Italia

Il titolo “#pizzaUnesco orgoglio italiano” già spiega il grande lavoro che da tempo si sta facendo. Il volume di Massimo Boddi è stato presentato ad Expo proprio per ribadire che la pizza è un orgoglio tutto italiano. Titolo e paternità che provano a scipparci e che l’ex Ministro delle politiche agricole e forestali e dell’ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, difende a spada tratta. Anche utilizzando i nuovi media, come “pizzanelmondo.org”, la piattaforma web collegata alla campagna mondiale che chiede l’iscrizione dell’Arte dei Pizzaiuoli Napoletani a Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità.

“Quando ho lanciato la petizione non pensavo di raccogliere in pochissimo tempo il sostegno di trecentomila firme e centinaia di personalità italiane e straniere – ammette con orgoglio Pecoraro Scanio – a marzo siamo riusciti ad ottenere il riconoscimento della candidatura. La petizione è diventata mondiale ed oggi siamo a 450.000 firme. Coldiretti ad Expo ha ribadito che ci aiuterà nell’impresa di raggiungere il milione di adesioni entro l’autunno del 2016”.

A novembre 2016 l’Unesco dovrà prendere la sua decisione: “Il tempo non è molto mai proseguiamo con decisione sul nostro percorso. A novembre a Parigi, durante la COP 21, la La Cop 21, la conferenza sul clima di Parigi, ricorderemo che la pizza è anche amica dell’ambiente. Perché consuma poca energia per essere cucinata, si mangia tutta, non ha sprechi, è vegetariana. L’obiettivo è che a novembre del 2016 la pietanza più conosciuta e consumata del pianeta sia ufficialmente battezzata come napoletana e quindi italiana. Agli amici americani suggeriamo semplicemente di rassegnarsi e smettere di sostenere di averla inventata loro a Chicago”.

Lascia il tuo commento