Le tante versioni della polpetta napoletana

Il nome “polpetta” potrebbe derivare da “piccola polpa” perché le prime sono fatte con polpa di vitello oppure dal francese “paupière” (palpebra) a indicare il movimento delle mani durante la preparazione e che ricorda quando si chiudono per proteggere gli occhi. Le famiglie più povere riciclavano così gli avanzi di carne, tritati e mescolati con altri ingredienti. L’impasto viene lavorato fino a diventare una pallina e poi è impanato e fritto o cotto in umido o al forno. Ne esistono anche versioni con verdura e pesce.

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