Cerci e l’amore per la Nazionale

Il calcio a Valmontone è una vera e propria scuola. Il settore giovanile diventa un prezioso punto di riferimento per i ragazzi della zona. Possono fare amicizia, giocare a pallone insieme, coltivare sogni. Come quello di Alessio Cerci, che da piccolo voleva raggiungere la Nazionale. E ne parlava spesso a casa, a tavola con i genitori che vedevano quel bambino sognare grandi avventure su un prato verde. “La cucina di Valmontone è molto casareccia, lasagne e fettuccine sono solo alcuni dei primi che vanno per la maggiore – spiega Cerci ricordando i pranzi di casa – piatti davvero pesanti. Ancora oggi quando torno da mamma chiedo sempre le tagliatelle funghi e piselli o la pasta al forno con ragù alla bolognese. Sono qualcosa dal sapore incredibile. Ho iniziato a giocare nel Valmontone quando avevo nove anni, ho fatto tutta la trafila delle giovanili fino a quando ho preso parte al torneo Roma Sport Show. Lì sono stato notato dagli osservatori della Roma, ho fatto un provino con i giallorossi ed è andato bene”.

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E’ di Valmontone, gioca a calcio nel suo paese, viene ingaggiato dalla Roma. Ha la possibilità di crescere nel florido vivaio giallorosso, Fabio Capello rimane impressionato dai movimenti di quel mancino naturale e a 16 anni e mezzo lo fa esordire in A.
“E’ stata una delle emozioni più forti della mia vita. In un’età che non mi permetteva di capire bene quello che stava accadendo. Ripensandoci ora è stato il momento più importante della mia carriera. Quello invece indimenticabile è stato la convocazione con la Nazionale. Quando si è piccoli e si gioca a pallone il sogno è indossare quella maglia azzurra. Realizzarlo è il massimo”.
E’ dato in prestito a Brescia, Pisa ed Atalanta. In Toscana conosce l’allenatore Giampiero Ventura il quale intravede nel ragazzo grandi potenzialità e lo promuove titolare.

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Una serie di infortuni rallenta la sua affermazione proprio quando sta per avvenire il grande salto. Passa da Firenze ma non lega con la piazza. Torna agli ordini di Ventura, il tecnico che per primo ha scommesso su di lui.Sono andato al Torino per raggiungere il mister ed ho trovato una grande piazza, ideale per rilanciare la mia carriera. In un momento in cui ho rischiato di perdermi. Sapevo che avrei dovuto fare benissimo per riprendermi e Ventura è stato fondamentale per la ripresa. A Firenze ho scoperto la pappa al pomodoro mentre a Torino ci davo dentro con gli antipasti sfiziosi, salumi buonissimi”. Il Torino grazie anche ai suoi spunti spicca il volo. Dopo avere giocato in tutte le nazionali giovanili è inserito dal Commissario Tecnico Prandelli nella lista ufficiale per i mondiali brasiliani.

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