Prandelli: il rispetto prima di tutto

La Nazionale è il biglietto da visita dell’Italia, soprattutto quando gioca all’estero. Chi indossa la maglia azzurra deve diventare un modello, un esempio, per i giovani in particolare. L’Italia del calcio da quando c’è Cesare Prandelli come Commissario Tecnico ha una sola parola d’ordine: rispetto.

E orgoglio, aggiungiamo noi, quello di rappresentare un Paese unico, ricco di storia e tradizione: Casa Italia diventa un testimonial di quello che siamo anche all’estero conferma Cesare Prandelli – in occasione di eventi importanti come i Mondiali di calcio ricordiamo che abbiamo prodotti di grandissima qualità da esportare. Casa Italia diventa il punto di riferimento per tutti gli sportivi”.

Prandelli è stato calciatore di Cremonese, Atalanta e Juventus (in bianconero ha vinto tre scudetti, una Coppa Italia, una Coppa dei Campioni, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa europea). Ha iniziato ad allenare i giovani dell’Atalanta nel 1990 e ha conquistato la A sul campo alla guida del Verona (ha vinto il campionato di B nel 1999).

Il 30 maggio 2010 l’annuncio che Prandelli diventa il CT della Nazionale italiana, un bresciano sulla panchina più ambita da un allenatore: “Sono nato a Orzinuovi, in provincia di Brescia, e visto che anche io sono stato convocato con Italia Foodball Club parlo di attaccamento al territorio. Potrei dire che il mio piatto preferito sono i Casonséi”.

I “Casonséi”, o Casoncelli, sono pasta molto diffusa in Lombardia, dalla tipica forma a mezza luna, ripiena di carne, grana padano grattugiato ed erbe aromatiche. Nel Bresciano si aggiungono anche noce moscata, aglio e prezzemolo”.

IFC_Prandelli

Rispondi