Cibo e bevande di qualità fanno crescere il turismo

In Italia ci sono 5.747 alberghi a 4 e 5 stelle (fonte Federalberghi) e il giro di affari per gli acquisti nel Food & Beverage è di circa 2 miliardi di euro. 10 milioni di somministrazioni sono state effettuate nel 2014 in oltre 100 hotel, Resort e villaggi turistici per le quali gli acquisti di food, bevereage e stoviglie sono stati pari a 33 milioni di euro. Nel dettaglio: breakfast (45% delle somministrazioni), lunch (11%), banchettistica (21%), room service (7%), dinner (16%). Per quanto riguarda il beverage, dopo l’acqua (5 milioni di litri) sono in testa vini e spumanti (1,3), ultimo è il caffè (0,3). Nel food, va alla grande la frutta (3mila tonnellate), ma anche il pesce e i prodotti per panificazione (700 tonnellate circa). Curiosi certi numeri come il consumo delle brioche che ad esempio in sole 4 strutture supera i 150.000 pezzi l’anno. E sono 100 milioni le somministrazioni all’anno solo nel settore crocieristico. Il sociologo dei consumi Enrico Finzi ha spiegato che “il settore ha guadagnato terreno perché si rivolge a un target più elevato, rappresenta il turismo di qualità ed è cresciuta la professionalizzazione, specie nella hotellerie. Si dice che il cibo è cultura e comunicazione, ebbene essa è efficace se il messaggio è di qualità, se l’emissario è autorevole e se il contesto è di pregio. Il viaggiatore seleziona la struttura anche sulla qualità del food&beverage”.

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