I “similari” attaccano il Grana Padano e il Made in Italy

Stefano Berni, direttore generale del Consorzio Grana Padano, il prodotto Dop più consumato del mondo con 4 milioni e 800 mila forme annue, torna a denunciare la commercializzazione incontrollata dei prodotti similari. Un danno per il made in Italy e il sistema economico nazionale.

“Lo temevamo e lo abbiamo gridato per anni – scrive in una lettera aperta – i “similari” stanno danneggiando il Grana Padano e anche il Parmigiano Reggiano, le due più importanti DOP casearie italiane e del mondo”.

Cosa avete chiesto?

“Che venisse concesso al Consorzio di vietare ai caseifici produttori di Grana Padano di produrre anche similare e ci è stato negato! Abbiamo chiesto che i numerosi “Gran” che invadono gli scaffali venissero bloccati perché evidenti e, a nostro avviso illecite, evocazioni e ci è stato negato! Abbiamo chiesto l’emanazione di una norma che, come accadde per i panettoni, imponesse a questi copioni di essere ben distinti e distanti dagli scaffali dove si vendono Grana Padano e Parmigiano Reggiano, ma tale norma da noi scritta e suggerita non è mai stata emanata”.

Il protocollo di intesa siglato a Expo?

“Solo un debole documento tra il Ministero e la GDO  (la Grande Distribuzione Organizzata, n.d.r.),  che di fatto viene attuato in modo sfumato o il più delle volte neppure attuato. Abbiamo chiesto una norma che imponesse distinzione sul pack e sulle tipologie esitate al consumo, l’abbiamo scritta, ma non è stata emanata. Abbiamo chiesto più recentemente che venisse imposto nei menù dei 290.000 punti di ristorazione attivi in Italia di indicare i prodotti usati nelle cucine. Ma nulla!”.

Richieste per tutelare il Consorzio ma anche i consumatori.

“E’ stato scientificamente certificato che almeno il 50% dei consumi di similare avvengono per confusione. Cioè il consumatore è ingannato. Neppure una delle nostre richieste degli ultimi 15 anni in merito ai similari si è tradotta in regolamenti e disposizioni normative. Con il nuovo governo, le norme che chiediamo da 15 anni, verranno adottate? Occorre un bell’esame di coscienza e mettersi tutti insieme, Consorzio, istituzioni e politica in un doveroso atto di trasparenza e lealtà verso il consumatore. Occorre un impegno vero e chi rimane fermo se ne dovrà prendere tutta la responsabilità. Verso gli allevatori, i caseifici e i consumatori”.

Lascia il tuo commento

Vai alla barra degli strumenti