Il Grana Padano è il prodotto Dop più consumato al mondo

Il Grana Padano si conferma il prodotto Dop più consumato del mondo con una produzione di 4.940.054 forme nel 2017 e segna +1,7% rispetto all’anno precedente. Una produzione che, secondo le prime stime del Consorzio, in termini di valore lordo è quantificabile in circa 1,3 miliardi di euro. Un trend positivo che diventa ancor più forte nel settore dell’export che fa registrare un incremento del 2,5% rispetto al 2016, per un totale complessivo di circa 1.800.000 forme che hanno varcato il confine nazionale.

All’Assemblea Generale del Consorzio Grana Padano, il presidente Nicola Cesare Baldrighi ha garantito che “Ci attiveremo con grande energia per pretendere che negli scaffali dei supermercati e ipermercati ci sia una netta separazione tra prodotti DOP e IGP e i loro similari, sollecitando l’emanazione di norme precise da parte del Ministero delle Politiche Agricole. Esattamente come fece il Ministero dello Sviluppo Economico nel 2009 per i panettoni e i loro similari. Un’azione che portò un forte decremento delle vendite dei finti dolci. Ci saranno nuove azioni di marketing e interventi sul packaging finalizzati alla miglior distinzione dai similari, soprattutto nella Grande Distribuzione e nel settore della ristorazione”.

Il direttore generale del Consorzio, Stefano Berni, a tal proposito, ha sottolineato come già nel 2017 “gli interventi posti in essere per contrastare le scimmiottature e i simil-Grana hanno portato a un aumento dei consumi dell’1,7% toccando uno ‘share tra le famiglie italiane del 53,5% e all’attivazione di un progetto nuovo verso i 230.000 punti di ristorazione operanti in Italia. È bene sottolineare che il buon andamento dell’export, vicino al 40% del totale venduto, è anche merito dei quasi 11 milioni di euro investiti dal Consorzio fuori dall’Italia in attività di informazione e promozione. Una strategia che si è rivelata vincente e che ha confermato l’indiscussa leadership del Grana Padano quale prodotto DOP più consumato al mondo”.

(nella foto: Nicola Cesare Baldrighi)

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