Il “Made in Italy” emoziona e… fa guadagnare

Lo stile di vita italiano, le emozioni e i valori insiti nel prodotto sono i tre fattori che generano l’idea diffusa di italianità, un valore che può generare oltre il +15% del fatturato di un’azienda e potrebbe incrementare la nostra fetta di mercato di circa 90 milioni di potenziali nuovi clienti e di 4-5 miliardi di euro l’anno.
E’ il sunto di una ricerca commissionata da Ornellaia (il fine wine italiano tra i più amati al mondo) al CENSIS, che ha intervistato i più importanti protagonisti del Made in Italy, dall’industria automobilistica alla moda, dall’offerta turistica alla ristorazione e alla filiera enogastronomica.

Chi si emoziona di più pensando all’Italia”? Nella mappa geografica i nordamericani sono quelli che si emozionano di più pensando e vivendo l’Italia, seguiti dai tedeschi, i quali forse per la musica e l’arte o per i loro essere romantici guardano sempre con affetto (o invidia?) al nostro Paese; al terzo posto ci sono i Giapponesi, i quali mostrano maggiori affinità con il nostro Paese di quel che si potrebbe immaginare; al 4° posto troviamo polacchi, cechi e slovacchi e infine i Francesi.


D’altronde secondo la classifica mondiale della reputazione stilata dal “Country RepTrak” (che ci pone al 12° posto nel Mondo) l’Italia è il Paese con la maggior differenza tra l’opinione esterna e quella interna: in una scala da 1 a 10 la nostra reputazione esterna è 7,1 mentre internamente ci diamo un voto pari a 5,7, Agli antipodi c’è la Russia che ha un’immagine di sé pari ad 8 e un giudizio dall’esterno pari a 4.

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