Indagine VINITALY-NOMISMA: negli Stati Uniti un quarto dell’export italiano

Il 28% dei consumatori americani ha scelto vino italiano negli ultimi 12 mesi. Un tasso di penetrazione che aumenta al diminuire dell’età, coinvolgendo circa un terzo dei Millennials (34%), ma solo un Baby Boomer (sopra i 55 anni) su 5. Osservando la geografia del tricolore enologico negli Usa, lo stato di New York è quello che si dimostra più aperto al nostro vino (36%), bevuto da circa un terzo dei californiani (29%) e ancora solo da un abitante su 4 nel Mid West (24%).

Paolo De Castro, vice presidente della Commissione agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento europeo ha commentato: «Fra Stati Uniti e Unione europea passa un terzo del commercio mondiale e una guerra di dazi fra le due sponde dell’Atlantico non gioverebbe a nessuna delle due parti; dopo la crisi dovuta all’embargo russo, gli agricoltori europei non possono rischiare di veder venire meno un mercato con un volume complessivo di export di quasi 22 miliardi di euro lo scorso anno, di cui 3,8 miliardi per il solo comparto del vino».

Gli USA sono il mercato più promettente per il vino italiano, assorbono già un quarto del nostro export e cresceranno del 4-5% l’anno nel prossimo quinquennio.  I nostri prezzi medi restano tuttavia ancora bassi, nonostante il 94% dei consumatori ritenga che il vino italiano abbia una qualità uguale o superiore a quello francese, tanto che l’88% sarà disposto a pagarlo di più in futuro.” Il Progetto Vino USA, sviluppato dall’Agenzia ICE, mira proprio a colmare questa lacuna elevando il posizionamento e la conoscenza del vino Made in Italy grazie ad un importante investimento pubblico. Un percorso ambizioso reso possibile dall’impegno del Ministero dello Sviluppo Economico, Federvini, Unione Italiana Vini, Federdoc ed Vinitaly, con cui ICE ha una partnership consolidata nel tempo, che si rafforza di anno in anno”, ha aggiunto Maurizio Forte, Direttore Ice di New York e Coordinatore della rete Usa.

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