L’etichetta “a semaforo” ferma il Made in Italy

L’85% del valore del Made in Italy, soprattutto per quanto riguarda le produzioni dell’agroalimentare Dop e Igp, rischia di essere bocciato in Europa. Per colpa dell’etichetta nutrizionale a semaforo che si sta rapidamente diffondendo sugli alimenti. Lo ha fatto notare il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo: “L’Unione Europea deve intervenire per impedire un sistema di etichettatura, fuorviante discriminatorio ed incompleto che finisce per escludere dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta”.

Moncalvo ha anche denunciato “le distorsioni provocate dal sistema di informazione visiva che fino a ora è stato adottato con formule diverse in Gran Bretagna e Francia. Fra i tanti prodotti ad essere bocciati dal “semaforo rosso” (il traffic light inglese e il nutriscore francese) ci sono le prime tre specialità Dop Made in Italy più vendute in Italia e all’estero come il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano e il prosciutto di Parma, ma si arriva addirittura a colpire anche l’extravergine di oliva, considerato il simbolo della dieta mediterranea. In gioco per l’Italia c’è la leadership in Europa nelle produzioni di qualità con 293 riconoscimenti di prodotti a denominazione Dop-Igp”.

Da quando nel 2017 in Gran Bretagna è entrata in vigore l’etichetta a semaforo, le esportazioni italiane di extravergine di oliva hanno registrato un calo dell’’11%. I colori rosso, giallo e verde indicano le sostanze presenti negli alimenti, sia quelle buone e che quelle nocive, ma non la loro quantità. Informazioni che possono risultare fuorvianti per l’acquirente

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