In Italia crescono i consumi di olio (+0,6%)

 “Il cibo italiano senza un giusto condimento d’olio perderebbe metà del suo fascino. Sarebbe come andare in Egitto senza poter ammirare la bellezza delle Piramidi”: considerazione del settimanale tedesco “Der Spiegel” confermata dai risultati di due studi sui consumi agroalimentari e sugli stili di vita degli italiani realizzati dagli istituti di ricerca Nielsen e GFK Eurisko, su commissione di ASSITOL, L’Associazione Italiana dell’Industria Olearia.

Nel mercato di largo consumo, l’olio d’oliva ha conquistato stabilmente il quinto posto per giro d’affari all’interno del food confezionato. Nel 2016 il fatturato sviluppato dai prodotti che hanno l’olio come ingrediente è aumentato dello 0,4%, vale a dire circa 8,9 miliardi euro, mentre quelli che impiegano extravergine sono cresciuti dell’8,6% (238 milioni di euro).

Nonostante la crisi degli ultimi cinque anni, Nielsen ha calcolato una timida ripresa dei consumi alimentari per il 2016 pari a +0,6%. Per il 2017 invece Nielsen indica una crescita del settore pari all’1%. Dicembre, considerato da sempre un mese importante per l’olio d’oliva, rappresenta il 10% dei volumi totali acquistati durante l’anno, con punte che sfiorano l’11,7% prevalentemente nel Centro-Italia a partire dalla Regione Lazio. Si prevede una conferma del trend delle vendite mensili di olio di oliva in linea con la media storica.

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