Nero di Troia, il vino preferito da Federico II

Le uve del Nero di Troia sono tipiche dell’Adriatico orientale. Nel nome è racchiuso il mito sull’origine e arrivo in Italia. Troia è una antica città della provincia di Foggia fondata secondo la leggenda dall’eroe greco Diomede, tra i conquistatori della città asiatica di Troia. Fu lui a portare nel Gargano i tralci di questa vite. Il “corposo vino di Troia” è fra i preferiti dell’imperatore Federico II di Svevia. Nel 1533 la famiglia spagnola dei D’Avalos acquista la città e incrementa la coltivazione dell’uva. Oggi il Nero di Troia è il terzo vitigno a bacca nera per diffusione della regione dopo Primitivo e Negroamaro, coltivato nella zona a nord, quella della Daunia, che confina con la parte sud-orientale del Molise.

Il vitigno Nero di Troia è diffuso nella parte nord della Puglia, nelle colline dell’Alta Murgia, ed è “tardivo”. La bacca nera matura a fine ottobre, ha una buccia spessa, non è particolarmente ricca di zuccheri. Veniva utilizzato soprattutto per “equilibrare” altri vini fino al secolo scorso quando si scopre il suo potenziale “in purezza”. E’ chiamato “Nero” per l’intenso colore rubino.

 

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