Dal 1998 il 25 ottobre è la Giornata della pasta

I pastificatori d’Italia (UNIPI) e dell’Unione Europea (UNAFPA) istituiscono nel 1998 la Giornata della pasta, piatto considerato in in tutto il mondo simbolo della cucina italiana. Anche se nel 1938 un popolarefilm di Gary Cooper mostra Marco Polo che rientra in Italia portando spaghetti dalla Cina. E’ il 1295 e nella Sicilia araba da almeno due secoli si preparava una pasta secca a forma di filo. Abu Abd Allah Muhammed, cartografo presso la corte di Ruggero II re di Sicilia, nel XII secolo parla di questa “itriyya” della colonia araba di Palermo. Ecco perché non è fondata la convinzione che gli spaghetti siano stati inventati in Cin, visto che “noodle” orientale si fa con farina di grano tenero o riso.

La pasta dà energia non fa ingrassare. Un etto contiene 360kcal per il 70% si tratta di carboidrati complessi e più del 10% corrispondono a proteine. La pasta dà energia e si trova alla base della Dieta Mediterranea. Quella prodotta in Italia è per legge fatta con grano duro e rispetta rigidi parametri per umidità, proteine e acidità che ne fanno un prodotto di eccellenza (il 57% della produzione nazionale è esportato). Miscelando diversi tipi di grano si conservano sapore e consistenza di cottura indipendentemente dal raccolto. Quella cotta “al dente” è più digeribile.

La Pasta di Gragnano e gli Scalatielli della Campania, la pasta col ferretto calabrese, quelle “ca muddica”, “chi sardi” e “chi vrocculi arriminati” della Sicilia, il Pizzicotto del Lazio e le Trofie della Liguria sono quelle riconosciute tra i Prodotti agroalimentari tradizionali italiani.

 

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