Giacomo Bini, una carriera costruita con dedizione e divertimento

A 7 anni è in vasca, a 10 si dedica alla pallanuoto, seguendo l’esempio del fratello. Ha la voglia di provare l’emozione di appartenere a una squadra, di condividere uno spogliatoio con i compagni. Giacomo Bini nasce a Bagno a Ripoli, in provincia di Firenze, e sin da piccolo si dedica al nuoto. Quello della Rari Nantes Florentia è l’ambiente ideale per crescere, anche sotto il profilo tecnico: “E’ stato un mix di dedizione, sacrificio, tanto allenamento e divertimento – spiega Bini – ma sicuramente senza una famiglia disponibile a starmi dietro in tutti gli impegni e senza allenatori capaci e competenti non sarei potuto arrivare dove sono adesso”.

Dopo gli Europei Under 20 del 2009 arriva la convocazione con il Settebello: “E’ il primo ricordo che viene in mente pensando alla mia carriera. Per arrivare in Nazionale bisogna sempre credere in se stessi e cercare di dare qualcosa in più in ogni allenamento. La prima volta che sono stato convocato in azzurro ho provato una grande gioia, seguita immediatamente dalla paura di non essere all’altezza. Anche perché quando ho sentito l’inno mi sono sentito parte di qualcosa di grande ed importante. E ogni volta le sensazioni sono sempre le stesse: farfalle nello stomaco ed una potente scarica di adrenalina!”

Oggi giochi per la Pallanuoto Sport Management, quando torni a casa dalla Lombardia, quale è il primo gusto che vuoi provare?
“Ogni volta che torno a Firenze dopo una lunga trasferta non mi faccio mai mancare un paio di panini con il Lampredotto, ne vado matto!! E poi da buon toscano ogni tanto, mi bevo un buon bicchiere di vino rosso. Un bel Chianti ad esempio! Per quanto riguarda la cucina estera sono rimasto piacevolmente colpito dalla picanha brasiliana… Davvero buonissima!”

(foto: Brunorosafoto 2015)

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