Il Veneto dice basta ai pomodori “taroccati”

Great Italian Food Trade promuove una petizione a difesa del ”vero made in Italy” e la Regione Veneto subito la sottoscrive. Soprattutto dopo la denuncia di confezioni di passata di pomodoro etichettate con il tricolore ma provenienti dalla Cina. Quasi 200mila le firme raccolte per richiedere certezze sulle etichette dei prodotti, potenziando i controlli alle dogane e lavorarando in sede europea a tavoli sul commercio internazionale. In Italia “Made in Italy” indica il luogo di trasformazione e non c’è l’obbligo di indicare la provenienza della materia prima nel settore agroalimentare. Come invece accade per l’ortofrutta fresca, l’olio d’oliva, i prodotti biologici, alcuni tipi di carni fresche.
”Ringrazio gli autori e i collaboratori della trasmissione ”Le Iene” che con il loro servizio hanno reso di dominio pubblico una scoperta peraltro già nota e non solo agli addetti ai lavori – ha detto l’assessore all’Agricoltura della Regione Veneto Giuseppe Panla legislazione vigente consente che il Veneto importi dalla Cina, paese nel quale le regole su metalli pesanti e pesticidi sono molto più blande e permissive di quelle europee, quasi 9 mila tonnellate l’anno di ortaggi e legumi, per un valore di 23 milioni e mezzo di euro nel 2014: tutti prodotti lavorati dal sistema agroalimentare o immessi direttamente sul mercato senza alcuna indicazione di provenienza né garanzia nei percorsi di coltivazione e lavorazione”. E la battaglia dei produttori italiani per etichette trasparenti e tracciabilità delle lavorazioni continua.

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