Amarone il vino dell’Ultima Cena?

Quale vino fu servito durante l’Ultima Cena, il pasto che Gesù ha condiviso con gli Apostoli prima della crocifissione? Vivino ha provato a scoprirlo coinvolgendo alcuni esperti. Quattro sono state le interviste utili per arrivare all’idea che si trattasse di un vino simile all’Amarone (Kendall, Daniel, “Regarding the Last Supper”, 16 marzo 2015 – Myles, Sean. “Regarding domestication of grapes”, 10 marzo 2015 – McGovern, Patrick E. “Regarding ancient wine and winemaking”, 19 marzo 2015 – McGovern, Patrick E. Ancient Wine: The Search for the Origins of Viniculture. Princeton: Princeton University Press, 2003 ).

Padre Daniel Kendall, Professore di studi cattolici presso l’Università di San Francisco. “Secondo tre dei quattro Vangeli, l’Ultima Cena molto probabilmente si tenne il giovedì della celebrazione della Pasqua ebraica”, spiega padre Daniel Kendall della Compagnia di Gesù. “I Vangeli indicano una data attorno al 30 d.C. Dalle descrizioni appare probabile che si sia trattato di un pasto Seder. Trattandosi della festa ebraica più importante, il vino faceva senz’altro parte dei festeggiamenti. A differenza di Giovanni Battista, Gesù beveva vino”.

Il vino avrà certamente costituito un buon abbinamento con il tradizionale cibo Seder composto da maror o chazeret, un tipo di erba amara; charoset, un impasto di pezzi di frutta e noci, dolce e di colore marrone; karpas, una verdura (di solito prezzemolo o sedano) che viene immersa in acqua salata prima di essere consumata; zeroa, stinco di agnello arrosto o ali di pollo e beitzah, uova sode. Sapere dove e quando si è svolta l’Ultima Cena ci permette di individuare un’area geografica e un’epoca precisa per capire quali tipi di vini, uve e tecniche di vinificazione erano presenti a quel tempo: “Non datano molto lontano le testimonianze scritte della presenza di diverse varietà di uve, potremmo dire circa 1.000 anni fa o meno – spiega Sean Myles, professore a contratto presso la Dalhousie University della Nuova Scozia e ricercatore di genetica agricola – tuttavia, disponiamo di una buona quantità di prove sulla vinificazione e sui tipi di vini che venivano prodotti e degustati ai tempi di Gesù. All’epoca della sera in cui si è svolta l’Ultima Cena, la Terra Santa vantava già una lunga tradizione in fatto di vinificazione. Gli studiosi ritengono che quel territorio fosse vocato alla produzione vinicola almeno dal 4000 a.C. I viticoltori avrebbero piantato le viti lungo pendii rocciosi e ricavato delle tinozze nella roccia da utilizzare come torchi. Nelle culture di tutto il Medio Oriente per raccogliere e servire il vino erano diffusi diversi vasi di ceramica”.

E per comprendere meglio il processo di vinificazione e i tipi di vini disponibili a quell’epoca, abbiamo coinvolto il dottor Patrick McGovern, Professore di antropologia dell’Università della Pennsylvania, dove dirige il progetto di Archeologia biomolecolare per la cucina, le bevande fermentate e la salute presso il museo dell’Università della Pennsylvania, a Philadelphia: “A Gerusalemme avevano una particolare predilezione per i vini forti e corposi. Mentre annacquare il vino era una pratica comune nella civiltà classica, a Gerusalemme si preferivano vini dal sapore intenso. Isaia (1,21-22) critica la città paragonandola al vino tagliato con l’acqua. In una città nell’entroterra della Giudea gli archeologi hanno trovato una giara con la scritta “Vino ottenuto da uva nera”. Forse i viticoltori facevano asciugare i grappoli sulla pianta o su stuoie al sole per produrre un vino molto dolce e denso. In altri punti della regione gli archeologi hanno trovato vasi con iscrizioni quali “vino affumicato” e “vino molto scuro”. Allora era pratica comune miscelare il vino con spezie, frutta e soprattutto resina ricavata dagli alberi. I viticoltori credevano che le resine come la mirra, l’incenso e il terebinto contribuissero a preservare il vino e ad evitarne il deterioramento. Era inoltre abitudine aggiungere altri ingredienti, come melagrane, mandragole, zafferano e cannella per esaltare il sapore del vino. È probabile che abbiano bevuto qualcosa di simile a un moderno Amarone, anche se non possiamo saperlo con certezza”.

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