SPECIALE VINITALY 2016: 50 anni di storia per scrivere il futuro

Chiude i battenti Vinitaly che quest’anno ha celebrato il suo mezzo secolo di vita. L’edizione 2016 del Salone Internazionale dei Vini e dei Distillati ha avuto uno slogan che suona quasi come una profezia: “Da un grande passato nasce un grande futuro”.

50 anni di Vinitaly e mezzo secolo di studio sui cambiamenti che hanno interessato il settore del vino italiano. Domenico Zonin, presidente dell’Osservatorio del Vino, ha parlato dell’evoluzione degli stili di consumo e delle strategie distributive. Un cammino di successo che ha portato il vino italiano da commodity a specialty. La fiera di Verona è una grande piattaforma di promozione all’estero per l’eccellenza del vino italiano grazie alla quale l’obiettivo indicato dal premier Renzi può essere raggiunto: 7,5 miliardi di export nel 2020.

Ci piace chiudere il nostro speciale Vinitaly 2016 con questa parte di uno dei comunicati-stampa diffusi dall’organizzazione: “Dell’enologia colta, tecnicamente impeccabile, intellettualmente determinata, fondata su un’eccezionale sensibilità”. Potrebbe esser questo l’incipit di un “testamento”, con i lasciti al mondo del vino di uno dei più grandi enologi italiani: Giacomo Tachis, più che l’uomo del “Rinascimento” del vino italiano, uno “scienziato” che, in punta di piedi, con la sua professionalità, e passione per la conoscenza del passato, ha gettato le basi di ciò che si sarebbe compiuto, e compreso, solo più tardi. Cinquant’anni sono passati dal riconoscimento delle Denominazioni di Origine ai vini italiani e dalla nascita di Vinitaly, la fiera internazionale di riferimento del settore, la prima volta senza Tachis, ma non senza il suo spirito.

 

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