PODCAST – A Biella è nato Alberto Gilardino, campione del mondo nel 2006

“Capire Roma per toma”, un detto piemontese che significa non avere capito niente. Dal latino “promittere Romam et omnia (“promettere Roma e tutto il resto”, come dire fare promesse che non si possono mantenere). Un proverbio al quale si fa risalire la parola “toma”. Che è il nome di un formaggio tipico piemontese e valdostano (per questo c’è chi ricorda il verbo francese “tumer”, cadere come fa la caseina nella cagliata).

La toma piemontese (DOP) è un formaggio realizzato con latte di vacca, lasciato stagionare dai 20 ai 45 giorni. Durante i quali le forme circolari sono rivoltate più volte. Una produzione a carattere familiare che spesso si trasforma in azienda vera e propria. Nel cuore di Biella, dopo la Seconda Guerra Mondiale, Natale Botalla apre la sua attività proprio sopra una cantina dove la temperatura è ideale per stagionare la toma. Nel 1978 la tradizione casearia è portata avanti dalla famiglia Bonino. Il 15 ottobre 2019 è così inaugurato a Biella MeBo, un luogo che racconta la storia di due aziende radicate nel territorio in cui sorgono: Menabrea (il più antico birrificio attivo d’Italia, che ha cominciato la sua produzione di qualità nel 1846) e Botalla Formaggi.

A Biella sono state scritte pagine importanti della storia della birra e anche della nazionale di calcio italiana, visto che è di Ponderano la famiglia di Vittorio Pozzo (unico allenatore a vincere due campionati del mondo, nel 1934 e 1938) e che Alberto Gilardino, campione d’Europa Under 21 nel 2004 e del mondo nel 2006, ha cominciato a giocare a Cossato.