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Quando la Biellese vinse il campionato di Serie D: Luca Prina con IFC

Sono nato a 100 metri dallo stadio, che vedevo dal terrazzo di casa mia, sono cresciuto lì

Oggi andiamo a Biella, dove la Strada della lana è lunga 50 chilometri e tocca fabbriche ottocentesche, alte ciminiere in mattone, villaggi operai. Lo stadio Alessandro La Marmora – Vittorio Pozzo è inaugurato nel 1936 ed è il quinto per anzianità tra gli otto del Piemonte che nella storia hanno ospitato campionati di Serie A e B. Il più antico della regione si trova a Casale (il taglio del nastro è avvenuto nel 1921), il più moderno è quello della Juventus (è stato aperto nel 2011).

Il Piemonte è la regione più ad Occidente d’Italia, dove il 2 ottobre (giorno nel quale ha debuttato la Prima Divisione 1921-22) si celebra il “Quadrilatero” del calcio, composto da Alessandria, Casale, Novara e Pro Vercelli, le regine del gioco nei primi anni del Novecento. Insieme a Juventus e Torino sono le squadre che hanno conosciuto la Serie A. Derthona e Biellese sono arrivate in B.

È una realtà che dà l’opportunità a tutti di poter crescere. Biella la lego molto anche alla mia persona: ci sono nato, sono cresciuto nella Biellese, sono stato tifoso, ho fatto tutto il settore giovanile e tutto il percorso da allenatore, dai pulcini fino alla prima squadra. Sono nato a 100 metri dallo stadio, che vedevo dal terrazzo di casa mia, sono cresciuto in quel posto lì, quindi per me rappresenta tanto.

Luca Prina da Biella, profeta in patria: inizia ad allenare a 26 anni nelle giovanili della Biellese, tutta la trafila fino ad arrivare in prima squadra per vincere il campionato di Serie D nel 2009. La società però non si iscrive alla Seconda Divisione Lega Pro per difficoltà economiche.

Il 22 maggio 2008 ho firmato il contratto con la Biellese, ricordo il giorno. Ho notato lo stupore nel vedermi di tutti gli amici e le persone che conoscevo, ero euforico, come se avessi firmato per il Real Madrid. Loro, conoscendo la mia storia, sapevano che per me contava tantissimo essere diventato l’allenatore della prima squadra della Biellese. È stato tutto veramente molto emozionante. La trafila per arrivarci e vincere il campionato di Serie D. Nel rivedere il film di quell’anno dopo un po’ di tempo mi sono dato del pazzo, perché allenare a casa tua è un’arma a doppio taglio,se le cose fossero andate male la sofferenza sarebbe stata doppia, tripla. Penso che il dio del pallone mi abbia affiancato, con pochi soldi abbiamo costruito una squadra magica. Si pensava di fare un campionato normale e invece vincemmo. Dall’alto qualcuno ci ha guidato, forse per ridarmi indietro qualcosa dopo tutto quello che avevo fatto per quella società e la mia città.

Luca Prina ottiene una storica promozione in B con la Virtus Entella nel 2014 e torna in bianconero dieci anni più tardi per dominare il campionato di Eccellenza. Il viaggio verso il campo Alessandro La Marmora – stadio Vittorio Pozzo di Biella per assistere alla partita della propria squadra del cuore offre anche la possibilità di visitare luoghi non legati allo sport e di scoprire gusti del territorio. Si tratta di una forma di turismo in cui la passione per il calcio è la motivazione principale della trasferta. La cucina ai piedi delle Alpi Biellesi ha origini rustiche.

Se venissi a trovarmi ti farei provare una buonissima bagna cauda, anche con la polenta fatta il giorno prima, alla piastra con tutte le verdure di stagione (i cavoli sono eccezionali), con un bel vino corposo, magari un Gattinara o un Lessona. Oppure ti porterei ad Oropa, dove troviamo una buona polenta “concia”, fatta con il burro. Vieni via con un buon ricordo secondo me.

Il piatto tradizionale arriva dalla Conca di Oropa, dove si trova il santuario mariano patrimonio dell’umanità UNESCO: la polenta concia, cotta a lungo nel paiolo insieme a burro d’alpe, formaggi toma e maccagno. Tra minestre, zuppe e salse, molte ricette esaltano i prodotti della terra, come del resto accade in tutto il Piemonte.