Italia Foodball Club

Quando il Sorrento sfiorò la promozione in B: Generoso Rossi con IFC

Ho un grande rammarico calcistico: non aver vinto quel campionato, lo meritavamo.

Oggi andiamo a Sorrento, città sulle rocce che cadono a picco nel Mar Tirreno, dove i giardini sono ricchi di agrumi, il limone si chiama femminiello e l’arancia si coltiva dal Trecento. La squadra di calcio nata nel 1945 indossa maglie rossonere, nello stadio Italia ha conquistato la Serie B nel 1971 e ne ha sfiorato il ritorno 40 anni dopo. 

Strata, ovvero via lastricata, parola latina che origina il termine strada. Non si tratta solo di un percorso, è molto di più. Il viaggio che porta allo stadio, luogo dove si concentrano sentimenti ed emozioni, il cammino di crescita personale per chi sogna di diventare calciatore. 

Generoso Rossi ha sedici anni quando è notato dagli osservatori del Bari che gli offrono la possibilità di trasferirsi in Puglia e ne ha diciannove quando viene dato in prestito al Savoia dove esordisce in C1. È il portiere titolare della squadra che vince i playoff per la B. Promozione sfiorata due volte con il Sorrento (città dove chiude la carriera), nelle semifinali playoff perse contro il Verona nel 2011 e il Carpi nel 2012.

Sono di Qualiano, vicino Giugliano, zona Napoli-nord. Quando ero ragazzino nessuna squadra di queste parti mi voleva, giocavo in una Under 18, arrivammo alle fasi finali nazionali a Bari dove parai e segnai un calcio di rigore e da lì partì la mia avventura in Puglia.

Album, che non è solo quello discografico… parola latina con la quale si indica una tavoletta bianca, o un foglio, dove si scrive con l’inchiostro. C’è anche l’album fotografico, o quello che raccoglie la collezione di figurine. Che siano di suoni o immagini, gli album hanno la magica capacità di connettere passato, presente e futuro, evocando sentimenti e profumi, tramandando storie attraverso generazioni.

Io ho un grande rammarico calcistico non aver vinto il campionato a Sorrento, perché quell’anno meritavamo la serie B. È una città straordinaria, creata da persone che vivono di calcio e amano il gioco. Ti fa stare bene. È straordinaria, bellissima, appena posso fuggo dalla quotidianità e mi vengo a rilassare a Sorrento. Avrei barattato tranquillamente una delle mie promozioni con il salto di categoria del Sorrento.                                                        

Le cinque province della Campania hanno tutte conosciuto il calcio di Serie A o B, categorie frequentate da undici squadre. Nella classifica storica degli stadi, il più anziano della regione è quello di Nocera (aperto nel 1914), il più giovane si trova a Salerno (inaugurato nel 1990), quello di Sorrento è terzo (1950). Si chiama Italia, forse perché è presentato nell’anno del Giubileo della ripartenza dopo la Seconda Guerra Mondiale, un nome che richiama al senso di unità nazionale.

Fare calcio qua è qualcosa di speciale. Comunque alla base manca uno stadio. Con un impianto adeguato credo che si possano fare altri tipi di campionato, quelli che realmente merita questa piazza. Giravo con un monopattino viola. Ero l’unico ad averlo e i vigili non mi fermavano. Con quello andavo dentro agli spogliatoi e addirittura in campo. A fine allenamento amavo sedermi con i tifosi più anziani e chiacchierare, bere serenamente una birra insieme e ascoltare i loro racconti. Forse è per questo motivo che sono stato apprezzato.   

Nello stadio Italia il Sorrento 2010-11 ha conquistato 41 dei suoi 58 punti, frutto di 13 vittorie e 2 pareggi su 17 partite giocate tra le mura amiche, segnato 22 dei suoi 61 gol e ne ha subiti 16 su 43 incassati. Con 33 presenze i giocatori più impiegati dall’allenatore Giovanni Simonelli sono stati i centrocampisti Romolo Togni e Ronaldo Vanin, mentre l’attaccante brasiliano Paulinho è risultato il migliore realizzatore con 24 reti segnate.                  

IL VIAGGIO verso lo stadio dove gioca il Sorrento per assistere alla partita della propria squadra del cuore offre anche la possibilità di visitare luoghi non legati allo sport e di scoprire gusti del territorio. Si tratta di una forma di turismo in cui la passione per il calcio è la motivazione principale della trasferta.

Andare allo stadio è un rito collettivo. Dove la passione per la propria squadra diventa occasione di INCONTRO (come accade sul campo di gioco), per condividere momenti ed esperienze, creare ricordi… persino della tavola. E organizzare una trasferta spesso significa prenotare un posto dove fermarsi a pranzo o cena. Nel paese numero uno in Europa per prodotti con Indicazione Geografica, ogni viaggio seguito dalla propria squadra rappresenta l’occasione per gustare sul posto l’alta qualità dell’agroalimentare italiano.        

Sorrento si trova al centro di una Penisola che si affaccia sul Golfo di Napoli. Dai Monti Lattari arrivano prodotti DOP come il provolone del Monaco o la mozzarella di bufala campana. Una terra fertile per noci, ulivi e naturalmente agrumeti, tra le prime d’Italia dove si è coltivata l’arancia e dove il limone cresce sotto le “pagliarelle”, tappetini di paglia che proteggono da freddo e vento.

“Dal punto di vista culinario Sorrento è qualcosa di straordinario, dagli gnocchi alla sorrentina al pesce, ai pomodori. C’è una vasta scelta sugli alimenti. E non dimentichiamo la famosissima delizia al limone e soprattutto lo straordinario limoncello”.