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Con Beretta il Siena raggiunge il migliore risultato della storia

Oggi andiamo a Siena, città con il centro storico medievale inserito nella lista dei Patrimoni dell’umanità UNESCO, dove i pici sono spaghetti spessi tirati a mano e vengono serviti all’aglione o con sugo di cinta senese. La squadra di calcio nata nel 1904 indossa maglie bianconere come lo stemma della città e gioca allo stadio Artemio Franchi.       

Lo stadio di Siena è inaugurato nel 1938 ed è intitolato al dirigente sportivo Artemio Franchi, la cui famiglia ha origini senesi. In questo impianto il Siena 2007-08 ha conquistato 27 dei suoi 44 punti in Serie A, frutto di 6 vittorie e 9 pareggi su 19 partite giocate tra le mura amiche, segnato 24 dei suoi 40 gol e ne ha subiti 17 su 45 incassati. Con 31 presenze il giocatore più impiegato in campionato della squadra passata alla 13ª giornata dalla guida di Andrea Mandorlini a quella di Mario Beretta è stato il centrocampista Simone Vergassola, mentre l’attaccante Massimo Maccarone è risultato il migliore realizzatore con 13 reti segnate.         

La stagione 2007-08 è stata la 76ma del campionato di Serie A a girone unico. Vi hanno partecipato 20 squadre e la regione più rappresentata tra le 11 presenti è stata la Toscana con 4 società (Empoli, Fiorentina, Livorno e Siena), seguita da Lombardia a quota 3 (Atalanta, Inter, Milan); Lazio (Roma e Lazio), Liguria (Genoa e Sampdoria), Piemonte (Juventus e Torino), Sicilia (Catania e Palermo). Con una rappresentante ci sono Calabria (Reggina), Campania (Napoli), Emilia-Romagna (Parma), Friuli-Venezia Giulia (Udinese), Sardegna (Cagliari). L’Inter ha vinto il suo 16mo scudetto (terzo consecutivo). Livorno, Parma ed Empoli sono retrocesse in Serie B. La classifica dei marcatori è stata vinta da Alessandro Del Piero della Juventus, andato in gol 21 volte.          

Il milanese Mario Beretta comincia ad allenare a 23 anni. Fa esperienza nei settori giovanili di Abbiategrasso, Monza e Como, prima di esordire in Serie D a Corsico (terzo posto). Arriva a Siena nel 2006 e conquista una sofferta salvezza. Nel novembre del 2007, chiamato a sostituire Mandorlini, chiude con 44 punti (35 in 26 partite nella sua gestione), il miglior risultato sportivo nella storia del Siena.

Il nostro scudetto era salvarsi. I senesi ci tengono molto, è un bell’ambiente dove fare sport. All’epoca poi c’era la squadra di pallacanestro che vinceva scudetti a ripetizione.

Il Siena 2007-08 partecipa al suo quinto campionato consecutivo in Serie A. Parte con l’allenatore Andrea Mandorlini che dopo la sconfitta casalinga con il Livorno alla 13ma giornata viene sostituito con Mario Beretta.          

Quando subentrai eravamo ultimi. Con quei ragazzi fantastici facemmo un percorso magnifico, ci salvammo con quattro giornate di anticipo conquistando il record di punti. Già salvi giochiamo l’ultima trasferta a Milano, in casa dell’Inter. Che deve vincere per conquistare lo scudetto. Davanti a ottantamila spettatori dovevamo essere la vittima sacrificale. L’Inter di Mancini si presenta con campioni come Ibrahimović e Cruz, si porta in vantaggio e pareggia Maccarone. Balotelli riporta avanti i nerazzurri e da noi Kharja fa il 2-2. Poi Manninger para un rigore dei nerazzurri e finisce pari. La Roma vince in casa contro l’Atalanta e va a un punto dalla vetta. Noi abbiamo fatto la nostra partita davanti a uno stadio ammutolito. Quando sono uscito per raggiungere la famiglia che mi aspettava fuori sono stato circondato da duecento persone e la polizia mi ha dovuto accompagnare a casa.                                                        

A Siena Beretta vive in prima persona l’esperienza del celebre Palio, nato nel XIII secolo. Una corsa di cavalli dalle origini medievali alla quale partecipano 10 contrade cittadine su 17. In Piazza del Campo si contendono il Drappellone”, stendardo che da queste parti è chiamato “cencio”.

Siena ovviamente è associata al Palio. Il primo anno mi invitarono al Palazzo Comunale a vederlo a fine stagione. È un posto molto particolare, con il fatto che ci sono 17 contrade, se ti invita una devi andare a tutte. Se no, non ci vai… perché è così. L’anno prima a Parma avevo Bernardo Corradi, che è un contradaiolo del “Bruco”. Il 17 di agosto avevamo allenamento e lui mi disse che non ci sarebbe stato, per il Palio… Mi è servito dopo, ho capito perché in quei giorni lì non si può fare altro. Il Palio è il Palio.

Andare allo stadio è un rito collettivo. Dove la passione per la propria squadra diventa occasione di INCONTRO (come accade sul campo di gioco), per condividere momenti ed esperienze, creare ricordi… persino della tavola. E organizzare una trasferta spesso significa prenotare un posto dove fermarsi a pranzo o cena. La tradizione di una città è raccontata anche dai suoi piatti tipici, in particolare dai primi, dove a trionfare, naturalmente, è la pasta, fresca o secca che sia.           

“A Siena si mangiano i pici, preparati in vari modi. In particolare con sugo di cinghiale”.

Sono un tipo di spaghetto più largo, fatto a mano, dove la pasta è “appicciata”, tirata e allungata con le dita. I pici sono conditi con sugo all’aglione, coltivato nella Val di Chiana, o alla “chiantigiana”, con ragù di carne chianina sfumato al vino Chianti. Ma anche a base di cacciagione, cinghiale o lepre, come ha ricordato Beretta. I pici rappresentano l’anima della cucina povera e contadina senese.