PODCAST – A Trieste con Ezio Rossi, lo specialista dei playoff

re battaglie per avere la meglio sulle popolazioni che vi abitano. I legionari di Roma faticano per insediarsi nella zona dove oggi si trova Trieste. “Ter gestum bellum” che in latino significa fare la guerra tre volte. Tergeste, come è chiamata nell’antico venetico, non la lingua veneta di oggi ma quella della popolazione indoeuropea dell’Italia Nordorientale, vuole dire mercato. Si trova nell’Alto Adriatico. Per la sua posizione geografica Trieste ha sempre rappresentato un ponte fra l’Europa meridionale e quella centrale.

Alla fine della Prima Guerra Mondiale, il Trattato di Rapallo rappresenta l’atto conclusivo dell’unificazione d’Italia con l’annessione di Trieste e Gorizia, ma anche di Pola e Zara (oggi città della Croazia), le cui squadre di calcio hanno partecipato anche al campionato italiano prima della Seconda guerra mondiale.

A proposito di storia: l’Unione Sportiva Triestina ha giocato sempre in serie A dall’istituzione del girone unico (1929) fino al 1957, quando finisce in B insieme al Palermo. Nel 1996 la Triestina gioca per la prima volta in serie C2. Quattro volte si qualifica ai playoff per la promozione, ma la C1 rimane un miraggio. Il primo campionato sulla panchina alabardata non è costante. Nelle zone nobili della classifica all’inizio e poi fuori dalla zona playoff, con i tifosi per niente soddisfatti. Il destino è legato a una partita.

Il Friuli Venezia Giulia è una regione particolarmente ricca di vitigni autoctoni, alcuni conosciuti anche a livello internazionale. Soprattutto quelli bianchi. Flavio Gonano porta a Milano i gusti tipici della sua regione e nell’Osteria friulana insieme ai piatti della tradizione propone vini di antiche origini, come il Friulano. Lo storico vino delle Tre Venezie, il “Tocai Friulano”, ha un nome troppo simile al Tokaji ungherese (che indica l’area geografica dove è prodotto). Nel 2008 una sentenza della Corte di Giustizia Europea ne vieta l’utilizzo. Decisione che sa di beffa quando si ricorda la storia della contessa Aurora Formentini. Nel 1632 si sposa con il nobile ungherese Adam Batthyány, lascia San Floriano del Collio e in dote porta anche 300 viti di Toccai, da tempo coltivate nelle campagne friulane.
È ora di partire, abbiamo altre città da raggiungere, altri amici da incontrare, altre storie da raccontare….