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La storica promozione del Südtirol in C2: Giuseppe Sannino con IFC

Oggi andiamo a Bolzano, capoluogo dell’omonima provincia autonoma in Trentino-Alto Adige, dove i piatti tipici mettono insieme tradizione altoatesina e italiana, gli gnocchi si chiamano Canederli e sono fatti con pane raffermo, speck, formaggio o spinaci. La squadra di calcio Südtirol indossa maglie biancorosse e gioca allo stadio Druso dall’inizio del terzo millennio, quando ha raggiunto la Serie C2.    

Nella stagione 1999-2000, la squadra di calcio di Bressanone, gioca le partite casalinghe del girone di andata al campo polisportivo del lido, al giro di boa si trasferisce nella Sportzone di Termeno sulla Strada del Vino. Il Football Club Südtirol-Alto Adige conquista tra le mura amiche, qualsiasi esse siano, 37 dei suoi 70 punti nel girone C della Serie D, frutto di 11 vittorie e 4 pareggi in 18 partite. Ad allenarla c’è Giuseppe Sannino da Ottaviano, in provincia di Napoli. Da bambino si è trasferito a Torino, quando papà Ciro ha trovato lavoro alla FIAT. Inizia a giocare a pallone nelle giovanili del Varese, a vent’anni debutta in Serie C1 a Trento, a 42 torna nella regione più settentrionale d’Italia per allenare il Südtirol-Alto Adige.

Fare calcio in Südtirol vuole dire non avere le pressioni che trovi in altri posti. Lì sono consapevoli che per raggiungere certi obiettivi ci vogliono vari step. Non vivono con il solito ritornello “noi abbiamo un progetto”… loro lo realizzano veramente. Altrove si riempiono la bocca con belle parole ma alle prime difficoltà mandano tutto a farsi benedire. Quei dirigenti sono stati lungimiranti, non hanno mai fatto il passo più lungo della gamba e alla fine si sono trovati con una società e un management importanti alle spalle. Strada facendo, ci siamo trovati in testa alla classifica, poi siamo stati secondi, terzi. Per un caso, quando tutto sembrava ormai dissolto, andiamo in trasferta a Martellago mentre chi ci precedeva giocava in casa. Siamo riusciti a vincere una partita dove avevo indisponibili cinque calciatori mentre contemporaneamente chi stava davanti ha perso. Abbiamo effettuato il sorpasso e quel punto di vantaggio lo abbiamo conservato fino in fondo. E abbiamo vinto quel campionato.

Strata, ovvero via lastricata, parola latina che origina il termine strada. Non si tratta solo di un percorso, è molto di più. Il viaggio che porta allo stadio, luogo dove si concentrano sentimenti ed emozioni, il cammino di crescita personale per chi sogna di diventare calciatore. 

Venivo da un esonero a Biella in C, nel mio primo anno da allenatore vero. Mi hanno dato questa possibilità e ho accettato senza pensarci due volte, come ho sempre fatto con tutte le mie sfide. A me basta un campo, undici ragazzi e la passione personale. Sono andato su in Alto Adige ad allenare una squadra di Serie D, la società voleva migliorare il sesto posto dell’anno prima. Il campionato 1999-2000 è stato straordinario. Vincere come abbiamo fatto noi ti capita una sola volta nella vita. Un po’ in tutti i luoghi dove sono stato mi hanno dato e io ho cercato di dare, sicuramente ogni regione una tappa nel nostro percorso. E l’Alto Adige è stata una di quelle dove ho raggiunto un obiettivo importante: la vittoria del campionato di Serie D e siamo andati nei professionisti. Ho conosciuto una cultura un po’ diversa, anche se ci troviamo sempre in Italia. Ho trovato dei ragazzi che mi hanno fatto capire come anche la lingua a volte poteva creare dei problemi. Io ero a Bressanone, una cittadina bellissima dove ho conosciuto tantissimi amici e ho iniziato anche il mio percorso dai dilettanti. Con dirigenti che mi hanno fatto capire l’importanza dell’organizzazione. Io ho vinto il campionato e dopo vent’anni sono arrivati in Serie B: è programmazione questa.

IL VIAGGIO verso lo stadio “Druso” di Bolzano per assistere alla partita della propria squadra del cuore offre anche la possibilità di visitare luoghi non legati allo sport e di scoprire gusti del territorio. Si tratta di una forma di turismo in cui la passione per il calcio è la motivazione principale della trasferta.                                                                    

Nel paese numero uno in Europa per prodotti con Indicazione Geografica, la cucina si arricchisce di ingredienti di qualità che creano piatti iconici in ogni regione d’Italia.

Loro hanno canederli, strudel, piatti che ti sorprendono la prima volta che li provi… la birra è davvero buona, come il vino Gewürztraminer. E poi lì ho provato la carne salada e fatto scorpacciata di grandi insalate.